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Diplomati italiani pentiti, 47 su cento sceglierebbero un’altra scuola se potessero tornare indietro ai 14 anni

Diplomati italiani pentiti, 47 su cento sceglierebbero un’altra scuola se potessero tornare indietro ai 14 anni

Diplomati italiani pentiti, 47 su cento sceglierebbero un’altra scuola se potessero tornare indietro ai 14 anni

Diplomati pentiti. Questo è il profilo che emerge dei maturati dell’anno scolastico 2015/2016 che, se potessero tornare indietro all’età di 14 anni, sceglierebbero una scuola superiore diversa.

In prossimità dell’avvio dei termini per l’iscrizione alle scuole superiori (9 gennaio – 6 febbraio 2017) si scopre, dunque, che quasi la metà  (47%) degli ultimi diplomati è pentito della scelta fatta e spesso è anche disorientato su cosa fare, se continuare a studiare o cercare un lavoro. Il dato è emerso dall'indagine sul Profilo dei diplomati 2016 di AlmaDiploma e AlmaLaurea , condotta nel luglio scorso su 40mila diplomati di 261 istituti scolastici e presentata la scorsa settimana al Miur.

I sistemi di educazione alla scelta, dunque, andrebbero rivisti secondo il direttore di AlmaDiploma, Renato Salsone, che ha sottolineato: “Il tema dell'orientamento deve prendere in considerazione tutta la filiera educativa, a partire dalla scuola secondaria di primo grado. La transizione tra primo e secondo grado, come rilevato dalle indagini  AlmaDiploma, è una delle fasi più delicate del processo di scelta dello studente per il proprio futuro formativo”.

Solo 53 diplomati su cento ripeterebbero lo stesso corso, tutti gli altri cambierebbero l’indirizzo di studio e/o la scuola. In particolare,13 su cento ripeterebbero il corso, ma in un’altra scuola, 8 sceglierebbero un diverso indirizzo/corso della propria scuola e 26 cambierebbero sia scuola che indirizzo.

La quota dei diplomati che cambierebbe corso e/o scuola è più elevata tra i professionali (52%), seguiti dai tecnici (48%) e dai liceali (45%). È interessante esaminare le ragioni espresse dai diplomati che cambierebbero corso e/o scuola: il 41% lo farebbe principalmente per studiare materie diverse, il 20% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro, il 16% per compiere studi più adatti in vista dei successivi studi universitari.

Ma allo stato attuale quali sono le iniziative per aiutare l’alunno della terza media a scegliere l’indirizzo di studi superiori? A parte qualche test psico-attitudinale abbiamo notizia solo dei c.d. Open day che si stanno svolgendo in questi giorni proprio in prossimità del periodo di iscrizioni on line. Ma gli Open day sono finalizzati piuttosto alla pubblicità delle scuole superiori, che si contendono nuovi iscritti in una vera e propria battaglia anziché aiutare effettivamente l’alunno a capire quale strada scegliere.

Se professori, dirigenti scolastici, genitori, ex alunni di scuole siciliane desiderassero raccontare a RisorgimentoSicilia.it la loro esperienza positiva di orientamento scolastico per le superiori, saremo ben lieti di ospitarne gli interventi.

Lucia Russo

lucia russo

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